Anno 2016, giochi olimpici di Rio in brasile: poche settimane prima dell’accensione della fiaccola mi ritrovo ad affrontare un caso molto speciale. La campionessa Rossella Fiamingo, fencer della nazionale italiana di spada, bussa alla mia porta per un’improvviso dolore alla spalla sinistra che non le consente di essere performante durante gli allenamenti.
Raccontandomi di come fosse sopravvenuto il primo episodio di dolore viene fuori un dato interessante: aveva improvvisamente sostituito la spada. Ai test clinici che le somministro risulta effettivamente un deficit di forza della cuffia dei rotatori, in particolare (ma non solo) del muscolo sovraspinoso, oltre che una discinesia del ritmo scapolo-omerale: in sostanza, alcuni dei piccoli muscoli che stabilizzano la spalla e donano precisione ai movimenti del braccio erano infiammati e non si coordinavano bene con gli altri. Con l’inizio dei giochi di e lì a un mese non c’era tempo da perdere, così iniziamo una riabilitazione intensiva molto articolata. Ho utilizzato un approccio multimodale, alternando macchinari elettromedicali che favorissero una rapida rigenerazione dei tessuti tendinei, tecniche di rinforzo muscolare e lavori propriocettivi per la stabilizzazione articolare.

Target: la spalla, ma anche la colonna vertebrale.
Alla fine della prima settimana il dolore era sceso da 8/10 a 3/10, consentendomi progressivamente di implementare gli esercizi muscolari.
Alla terza settimana il dolore era 0/10 e il volo per Rio era sulla pista di decollo.
Con grande impegno e costanza, Rossella ed io ci siamo riusciti, e qualche giorno dopo i nostri sacrifici sono stati coronati dal podio olimpico: medaglia d’argento!
Dal suo ritorno in Sicilia, con Rossella abbiamo deciso di iniziare un programma di prevenzione dagli infortuni e mantenimento che abbiamo continuato anche durante il covid, condividendo poi le successive competizioni e le olimpiadi di Tokyo 2020 (altro podio!)
Avevo già curato campioni di alto livello come i giocatori del Calcio Catania negli anni della A, atleti di serie A e B di hockey, pallanuoto, atletica leggera.. ma data l’amicizia d’infanzia che ci lega, questa è stata una responsabilità ancora più importante e un caso appassionante che mi rimarrà impresso per sempre.


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