Il test del pendolo nella sindrome di Down

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Nel 2010 sotto la guida dei Proff. M. Cioni e A. Casabona abbiamo condotto uno studio avvalendoci di uno specifico test, il test del pendolo (altrimenti conosciuto come test di Wartenberg), per valutare le caratteristiche meccaniche dell’articolazione del ginocchio quando la gamba viene lasciata libera di oscillare. Questo test è comunemente impiegato su persone affette da spasticità, mentre in questo caso l’abbiamo applicato su soggetti affetti da trisomia del 21 o sindrome di Down, tipicamente ipotonici. 

La sindrome di Down (DS) si attesta fra le prime cause di ritardo mentale. Attraverso il progresso scientifico e trattamenti più adeguati, l’aspettativa di vita si è molto prolungata per questi soggetti; inoltre, la ricerca clinica ha dimostrato che la DS necessita di trattamento fisioterapico per ritardi dello sviluppo motorio, deficit percettivo-motori e molteplici disordini ortopedici. Questi soggetti presentano inoltre anomalie cardiovascolari, deficit sensoriali, anomalie gastrointestinali, come stenosi o atresia del duodeno, leucemia e demenza senile. L’ipotonia si attesta quale caratteristica principale è probabilmente il maggiore fattore contribuente al ritardo dello sviluppo motorio.

La disabilità motoria riguarda il movimento, i tempi di reazione, l’equilibrio, i deficit posturali e la cocontrazione di muscoli antagonisti.

I fattori neuropatologici che starebbero alla base di suddette disfunzioni motorie, suggeriti come possibili sono: 

  • la disfunzione cerebellare;
  • il ritardo nella mielinizzazione;
  • i deficit vestibolari e propriocettivi.

Il test di Wartenberg viene eseguito sollevando in posizione orizzontale l’arto inferiore rilassato, estendendo il ginocchio contro gravità e quindi lasciando la gamba, consentendole di oscillare passivamente in flesso-estensione con un movimento simile a quello del pendolo, fino a fermarsi in una posizione vicina alla verticale.

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I movimenti della gamba durante il test sono stati registrati utilizzando un elettrogoniometro, che rilevava il movimento grazie all’angolo che i due sensori formavano. La traiettoria di oscillazione della gamba fornisce una serie di parametri cinematici come i valori angolari, da cui estrapolare per ogni oscillazione il picco, la durata, la velocità e l’accelerazione, cioè parametri utili nel monitoraggio dei cambiamenti del grado di escursione articolare del ginocchio.

L’attività del muscolo retto femorale veniva registrata tramite due elettrodi di superficie ed un sistema di acquisizione computerizzato (EMGs).

Il principale obiettivo di questo studio era quello di identificare parametri misurabili tramite il test di Wartenberg che potessero dare conto dello stato funzionale dell’articolazione del ginocchio nei soggetti con DS. A questo scopo i parametri cinematici ed elettromiografici venivano sottoposti ad analisi statistica al fine di confrontare le differenze tra un gruppo di soggetti con DS ed un gruppo di controllo.

I risultati sperimentali hanno evidenziato la presenza di un’attività elettromiografica nei soggetti con DS superiore ai controlli in grado di condizionare la cinematica delle oscillazioni della gamba. Infatti, nei soggetti con DS, le escursioni articolari erano ridotte rispetto ai controlli ed i tempi delle oscillazioni più lenti. Questo studio ha quindi fatto luce sui meccanismi di compenso delle persone affette da sindrome di Down ed ha evidenziato l’importanza che ricopre l’attività muscolare al fine di compensare la lassità delle strutture legamentose, allontanando quindi l’insorgere di gravi disabilità motorie tipiche di questi soggetti. Inoltre conferma come il test di Wartenberg possa essere utile per la quantificazione di questo processo funzionale nelle valutazioni iniziali e intermedie.

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Bibliografia 

Wartenberg R: Pendulousness of the legs as a diagnostic test. Neurology 1951, 1:8-24.

Stillman B, McKeeken F: A video-based version of the pendulum test: technique and normal response. Arch Phys Med Rehabil 1995, 76:166-176.

Bianchi L, Monaldi F, Paolucci S, Iani C, Laquaniti F: Quantitative analysis of the pendulum test: application to multiple sclerosis patients treated with botulinum toxin. Funct Neurol 1999, 14:79-92.

Valle MS, Casabona A, Sgarlata R, Garozzo R, Vinci M, Cioni M: the pendulum test as a tool to evaluate passive knee stiffness and viscosity of patients with rheumatoid arthritis. BMC musculoskeletal disorders (2006).

Dr Riccardo Rao

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