la “nuova” piramide alimentare

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Il 10 marzo u.s., l’Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le nuove linee guida sulla Dieta Mediterranea. Ma perché parliamo oggi di una nuova piramide? Perché, dopo essere stata indicata Patrimonio dell’Umanità, (il 16 novembre 2010 a Nairobi, i 166 stati membri dell’Unesco votarono all’unanimità la candidatura della dieta mediterranea tra i patrimoni immateriali dell’Umanità) la dieta mediterranea deve adeguarsi alle odierne problematiche nutrizionali della popolazione e rispondere alle istanze che arrivano, in tema di alimentazione, anche dai più giovani. E’, infatti, dimostrato da numerosi studi scientifici che hanno coinvolto milioni di pazienti in varie parti del mondo che una maggiore aderenza alla Dieta Mediterranea è associata a numerosi benefici per la salute, in primis la riduzione della mortalità e la prevenzione di malattie croniche non trasmissibili, come malattie cardiovascolari, diabete, cancro e malattie neurodegenerative.

“Nonostante ciò, assistiamo ad una scarsa adesione ai principi della Dieta Mediterranea, soprattutto tra le giovani generazioni”, a sostenerlo Anna Tagliabue - Presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana. Numerosi studi hanno ampiamente dimostrato il rischio di abbandono o il limitato utilizzo degli alimenti fondamentali per la nostra salute, soprattutto da parte dei giovani. “In particolare, in Italia, il 9% di bambini e adolescenti dichiarano di non mangiare mai verdure, il 7% frutta, il 26% alimenti a base di cereali integrali, il 14% latte e latticini, mentre il 47% dichiara di consumare più di 3 porzioni di carne a settimana”, questo è quello che afferma Francesca Scazzina - Professore Associato di Nutrizione Umana dell’Università di Parma e Membro del Consiglio Direttivo SINU. Il consumo di alcuni alimenti tradizionali è quasi completamente conservato anche al giorno d’oggi (ad esempio, il consumo di olio d’oliva), il consumo di frutta e verdura, cereali integrali, latte e latticini e legumi sta diminuendo soprattutto tra le giovani generazioni e non è adeguato alle linee guida. La SINU ha sviluppato una nuova rappresentazione grafica della Piramide alimentare, offrendo una guida completa per adottare uno stile alimentare sano e sostenibile, preservando le tradizioni culturali e affrontando le sfide nutrizionali e ambientali contemporanee, utile anche come strumento per attività didattiche e per campagne educative. In estrema sintesi, il modello aggiornato prevede un’enfasi ancora maggiore sugli alimenti di origine vegetale, in particolare frutta, verdura e olio extravergine di oliva, insieme alla promozione di cereali integrali e legumi, come principali fonti nutritive. Incoraggia un approccio misurato al consumo di alimenti di origine animale, in particolare, limitando il consumo di carne rossa e lavorata e orientando verso schemi alimentari più sostenibili.

la nuova piramide alimentare 2

La piramide sottolinea con maggiore enfasi l’importanza della moderazione nel consumo di zuccheri aggiunti, sale e alcol. Inoltre, facendo valutazioni più ampie, intese alla salvaguardia dell’ambiente, valutazioni culturali ed economiche, questa nuova versione della piramide fornisce uno strumento pratico e lungimirante per orientare le scelte alimentari del presente e del futuro, tutelando la salute delle persone, valorizzando le tradizioni culturali e affrontando le sfide ecologiche e nutrizionali del nostro tempo. Citando Repubblica (cui vi rimandiamo anche per la sintesi grafica della nuova piramide) possiamo dire che cambiare la vecchia piramide era inevitabile, alla luce delle abitudini alimentari mutate, non in meglio come abbiamo visto. “Le piramidi devono adeguarsi alle evidenze scientifiche”, precisa Francesco Sofi, membro del comitato scientifico Sinu e docente di Scienza dell’Alimentazione all’università di Firenze, su alcuni alimenti i dati sono inequivocabili, come nel caso delle carni rosse e di quelle lavorate, dei salumi, il cui consumo deve essere limitato e occasionale, soprattutto quello degli insaccati. I dati dimostrano che i consumi sono veramente elevati, includono carni lavorate e insaccati, consumati 3 o 4 volte a settimana tra panini e antipasti. Il messaggio deve essere chiaro, privilegiare i legumi e il pesce, ridurre le carni rosse e anche quelle bianche. Buona abitudine consumare i formaggi freschi e un’abbondante consumo di verdure e frutta. Vino ed alcool assolutamente da eleminare, quasi totalmente.

Salvatore Pricoco
AUTORE

Salvatore Pricoco

Biologo Nutrizionista, Preparatore atletico

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