La dieta per adolescenti ha l’obiettivo di migliorare lo stato di salute generale, ottimizzare il processo di sviluppo ed il peso corporeo. Durante questa fase della vita, molti adolescenti si rivolgono a un nutrizionista per ricevere informazioni su un’alimentazione equilibrata che aiuti a correggere eventuali errori e a migliorare la forma fisica. Nel caso di un adolescente sottopeso, il piano alimentare deve essere
leggermente ipercalorico.
In una condizione di sovrappeso, invece, gli obiettivi del percorso alimentare vengono stabiliti in base alla maturità del rapporto che il ragazzo ha col cibo. Gli adolescenti che mostrano un buon equilibrio e consapevolezza possono affrontare più facilmente una variazione di peso, mentre chi manifesta difficoltà non dovrebbe seguire diete troppo rigide o prolungate. In questi casi, è preferibile interrompere il piano alimentare dopo che si sia raggiunto un risultato soddisfacente, per poi passare al mantenimento. In ogni situazione, la dieta deve restare bilanciata e leggermente ipocalorica, in modo da garantire tutti i nutrienti
necessari alla crescita.

Se il sovrappeso è lieve, cioè non supera il 10-15 % del peso ideale, basta una dieta monofasica che accompagni l’adolescente al raggiungimento dell’obiettivo. Nei casi di eccesso ponderale marcato, è invece consigliato un trattamento polifasico: giunti a un calo di peso del 10-15%, si passa poi a un periodo di mantenimento di qualche mese, dopo il quale eventualmente proseguire con ulteriori riduzioni. Il dimagrimento deve essere sempre graduale e controllato, per evitare effetti negativi sul corpo in crescita.
La strategia nutrizionale deve essere attentamente personalizzata. La dieta ipocalorica non deve mai essere troppo restrittiva, perché un’eccessiva riduzione delle calorie potrebbe ostacolare il normale sviluppo e, nelle ragazze, provocare irregolarità mestruali. Il nutrizionista sceglie il tipo di approccio adatto in base alla maturità dell’adolescente e alla presenza di eventuali difficoltà psicologiche o disturbi del comportamento alimentare. Quando il ragazzo mostra autonomia e un atteggiamento positivo verso il cibo, può gestire la dieta in modo indipendente; al contrario, se presenta disagi o un rapporto conflittuale con l’alimentazione, è necessario un intervento più graduale e accompagnato, affinché il percorso risulti sereno ed efficace. La compliance della terapia alimentare è positiva per una buona percentuale di giovani pazienti, mentre altri hanno un rapporto conflittuale, così come a volte capita con l’attività fisica suggerita. Nel trattamento dietetico di questi pazienti durante le visite mediche, è sconsigliata la presenza di genitori, soprattutto nella fascia di età compresa fra i 14/18 anni. Questo accorgimento è dovuto al fatto che molte volte il nutrizionista viene considerato dal giovane paziente come un alleato dei genitori.

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