Cosa si intende per “anomala glicemia a digiuno” o “intolleranza al glucosio” ?
Entrambe sono delle condizioni che meritano l’appellativo di pre-diabete, in quanto predispongono, se non corrette da una adeguata terapia, all’insorgenza di diabete e delle complicanze aterosclerotiche cardiovascolari.

In condizioni normali, la glicemia misurata al mattino su prelievo venoso, dopo 8h di digiuno, deve essere inferiore a 100 mg/dl. Una glicemia uguale o superiore a 125 mg/dl consente di formulare la diagnosi di diabete. Glicemie comprese tra 100 e 125 mg/dl definiscono una condizione che non è ancora diabete, ma viene definita “Anomala glicemia a digiuno”. Spesso si tratta di un riscontro occasionale nel corso di un controllo di routine. In questo caso per completare gli accertamenti è necessario eseguire un test di carico orale di glucosio e un test di Emoglobina glicata (HbA1c).
Il medico specialista più indicato per la diagnosi e la cura di queste condizioni è l’endocrinologo. Lo screening di diagnosi di diabete e di pre-diabete dovrebbe essere fatto in tutti i soggetti adulti, anche se privi di sintomi, qualora siano portatori di uno o più fattori di rischio quali:
A differenza del passato, oggi a causa della diffusione epidemica dell’obesità infantile, si assiste per la prima volta alla comparsa di diabete di Tipo 2 anche nei bambini e negli adolescenti obesi.
Per questo motivo lo screening diagnostico deve essere esteso anche all’età infantile in presenza di obesità e storia familiare di obesità, e materna di sindrome dell’ovaio policistico e diabete gestazionale.
Come si evince da quanto sopra detto, risulta fondamentale non trascurare mai i valori della glicemia a digiuno e, oltre ad effettuare gli esami per uno screening corretto ed eventuale terapia se necessario, è molto importante la conoscenza della propria condizione a la capacità di cambiare gli stili di vita scorretti, nutrirsi con equilibrio, fare movimento oltre che tenere sotto controllo il peso corporeo.

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