Nuove frontiere nella riabilitazione della spalla: Regeneten e il recupero post-chirurgico precoce

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Riabilitazione precoce dopo riparazione del sovraspinoso con tenodesi del capo lungo del bicipite e rinforzo con Regeneten.

La riabilitazione della spalla dopo interventi di riparazione della cuffia dei rotatori rappresenta una fase cruciale per il recupero funzionale. In particolare, la riparazione del tendine del sovraspinoso associata a tenodesi del capo lungo del bicipite (LHB) e all’uso di un rinforzo biologico come il patch Regeneten richiede protocolli specifici e attentamente modulati.

L’approccio riabilitativo precoce mira a prevenire rigidità articolare e aderenze cicatriziali, senza compromettere l’integrità della riparazione tendinea. Studi recenti mostrano che, in assenza di fattori di rischio come scarsa qualità tendinea o retrazione significativa, una mobilizzazione controllata già nelle prime 2-3 settimane può migliorare gli outcome funzionali a medio termine senza aumentare il rischio di re-rottura.

L’utilizzo del patch Regeneten, che favorisce la rigenerazione biologica del tendine, ha mostrato benefici nel supportare la guarigione e nel migliorare la resistenza della riparazione. Ciò consente ai clinici di considerare un avvio precoce di esercizi passivi assistiti, seguiti da attivi leggeri, intorno alla 4ª-6ª settimana post-operatoria, con progressione verso il rinforzo muscolare dopo l’8ª settimana.

È tuttavia essenziale individualizzare il protocollo in base all’età del paziente, alla qualità del tessuto e alla tecnica chirurgica. Il monitoraggio clinico e l’ecografia possono supportare l’adattamento del programma riabilitativo.

La mobilizzazione passiva dopo quanti giorni dall’intervento può iniziare?

La mobilizzazione passiva della spalla, dopo un intervento di riparazione del sovraspinoso con tenodesi del capo lungo del bicipite e rinforzo con patch Regeneten, può generalmente iniziare entro 7-10 giorni dall’intervento, salvo controindicazioni specifiche indicate dal chirurgo.

Dettagli:

  • 1ª settimana post-operatoria: immobilizzazione in tutore in abduzione (tipicamente 30°-45°); il movimento passivo può iniziare tra il 5° e il 10° giorno, se la riparazione è stabile e il tessuto tendineo di buona qualità.
  • Movimenti consigliati inizialmente:
    • Mobilizzazione passiva assistita in flessione anteriore e abduzione fino a 90°, a seconda della tolleranza del paziente.
    • Movimenti pendolari (es. esercizio di Codman).
    • Rotazione esterna passiva limitata a 20°-30°, secondo prescrizione chirurgica.

Considerazioni specifiche con Regeneten:

L’uso del patch Regeneten, che funge da scaffold biologico per la rigenerazione tendinea, può aumentare la resistenza iniziale della riparazione, permettendo un approccio leggermente più proattivo nella mobilizzazione precoce. Tuttavia, questo non significa una riabilitazione aggressiva: i carichi attivi e resistivi vanno evitati fino a circa 6-8 settimane.

Nuove frontiere nella riabilitazione della spalla_ Regeneten e il recupero post-chirurgico precoce 2

Importante:

L’inizio della mobilizzazione passiva deve essere concordato con il chirurgo, tenendo conto di:

  • qualità della riparazione;
  • grado di retrazione tendinea;
  • presenza di comorbidità (es. diabete, osteoporosi);
  • risposta al dolore.

La mobilizzazione passiva precoce della spalla, dopo un intervento di riparazione della cuffia dei rotatori, è un aspetto cruciale nella fase riabilitativa post-operatoria. Studi recenti suggeriscono che l’inizio della mobilizzazione passiva può avvenire in sicurezza entro i primi 7-10 giorni dall’intervento, a condizione che la riparazione sia stabile e non vi siano complicazioni.

Una revisione sistematica ha evidenziato che la mobilizzazione passiva precoce è associata a un miglioramento dell’ampiezza del movimento rispetto alla mobilizzazione ritardata, senza aumentare il rischio di recidiva della lesione, soprattutto in pazienti con lesioni di piccole e medie dimensioni .

Tuttavia, è fondamentale che la mobilizzazione passiva sia eseguita sotto la supervisione di un fisioterapista esperto, utilizzando tecniche appropriate per evitare stress eccessivi sulla riparazione. Inoltre, l’uso di dispositivi come il tutore in abduzione può essere utile per proteggere la riparazione durante le prime fasi della riabilitazione.

In sintesi, la mobilizzazione passiva precoce, iniziata entro i primi 7-10 giorni post-operatori, è generalmente sicura e può favorire un recupero più rapido della funzionalità della spalla, sempre che venga eseguita correttamente e sotto supervisione professionale.

Fonti:

  • Cuff DJ et al. (2020). Journal of Shoulder and Elbow Surgery.
  • Denard PJ et al. (2018). Arthroscopy.
  • Mazzocca AD et al. (2017). American Journal of Sports Medicine.
  • Thon SG et al. (2019). Journal of Shoulder and Elbow Surgery – sull’efficacia di Regeneten.
  • Thomson et al., “Rotator cuff repair rehabilitation considerations and respective guidelines: a narrative review,” Journal of Shoulder and Elbow Surgery, 2022.  
  • Hsu et al., “Early versus delayed mobilization following rotator cuff repair,” Journal of Shoulder and Elbow Surgery, 2019.  
  • De Roo et al., “Passive mobilization after arthroscopic rotator cuff repair is not detrimental in the early postoperative period,” Acta Orthopaedica Belgica, 2015.  
  • Lee et al., “Effect of two rehabilitation protocols on range of motion and healing rates after arthroscopic rotator cuff repair: aggressive versus limited early passive exercises,” Arthroscopy, 2012.
Riccardo Rao
AUTORE

Riccardo Rao

Fisioterapista, Posturologo, Osteopata viscerale

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