È cosa nota che una retroversione stabile del bacino, nella pratica dell’attività fisica, è in grado di tutelare efficacemente il tratto lombosacrale.
Questo segmento della colonna vertebrale, infatti, proprio perché alla base di quest’ultima, si trova in una posizione già naturalmente sfavorevole e risulta, pertanto, soggetto a parecchi eventi flogistici spesso improvvisi.
È tipico del metodo Pilates il lavoro di potenziamento sulla zona “Core” del corpo che, se ben sviluppata può diventare una solida “armatura” a protezione dell’intero assetto della colonna vertebrale.
In maniera spesso approssimativa viene inteso per zona “core” del corpo, il semplice “retto addominale”.
Il core è in realtà è un gruppo molto articolato di muscoli profondi che, oltre al retto dell’ addome, comprende dei muscoli più piccoli ma non meno importanti. Basti pensare al perineo, agli adduttori, fino ai pubo/ischio coccigeo, etc.
Da questo consegue che solo uno sviluppo CORALE di questi muscoli, può garantire all’individuo lo status di benessere posturale auspicato.
Nel lavoro di potenziamento della zona core si presentano, tuttavia, degli intoppi dati da un’esecuzione scorretta dei movimenti.
Il caso più clamoroso di questo tipo di incidenti è sicuramente quello relativo al funzionamento dell’ileo psoas. Ritornando alla situazione di un addome carente e inconsapevole è proprio questo muscolo infatti a farsi carico della maggior parte dei movimenti, ritrovandosi così spinto verso una condizione di ipertrofia assolutamente da evitare. Un ileo psoas eccessivamente “accorciato” è infatti responsabile di parecchie algìe che si manifestano non solo sul già incriminato tratto lombare ma anche di fenomeni dolorosi a livello toracico della colonna.
Di fronte a questi fenomeni appare palese quanto un ileo psoas elastico e adeguatamente allungato sia importante ai fini di un equilibrio posturale “ideale”.

Il foam roller è, tra tutti, l’attrezzo che, a mio avviso, rappresenta al meglio il Pilates come metodo. Posizionando, infatti, l’attrezzo al di sotto del bacino nel decubito supino, questo si rivela un validissimo cuscinetto di sicurezza; il bacino viene “costretto” all’assunzione di un piazzamento ideale (la retroversione) con un conseguente “scarico” dell’ileo psoas ed è proprio in questa condizione che la zona core può attivarsi armonicamente senza causare affaticamenti ( accorciamenti) in zone indesiderate.

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