Durante la gravidanza la funzione tiroidea subisce variazioni fisiologiche importanti per l’influenza di hCG ed estrogeni; per questo i valori di TSH e FT4 vanno interpretati con range specifici per trimestre.
L’ipotiroidismo è la condizione tiroidea più comune osservata nella pratica clinica in gravidanza e, se non correttamente trattato, può associarsi a esiti sfavorevoli come aborto spontaneo, anemia materna, preeclampsia, parto pretermine, basso peso alla nascita e sanguinamento postpartum.
La causa più frequente è la tiroidite autoimmune di Hashimoto; la presenza di anticorpi-antitiroide nel sangue materno ne permette la diagnosi. Anche la tiroidectomia per un precedente tumore tiroideo può esserne la causa. Le donne con familiarità di malattie autoimmuni corrono un rischio maggiore di andare incontro a ipotiroidismo in gravidanza rispetto alle altre.
Nelle prime 18-20 settimane il feto dipende in larga parte dagli ormoni tiroidei materni. Infatti è la madre che con i suoi ormoni fornisce al feto tutto l’ ormone tiroideo di cui necessita. Un ipotiroidismo materno severo non trattato può interferire con lo sviluppo neurologico fetale.

La diagnosi si basa su TSH elevato con riduzione (o normalità, nelle forme subcliniche) degli ormoni tiroidei liberi. Le linee guida raccomandano un monitoraggio frequente della funzione tiroidea, in particolare nelle donne già in terapia sostitutiva.
Il trattamento di scelta è la levotiroxina, sicura in gravidanza. Idealmente la dose dovrebbe essere ottimizzata prima del concepimento. In molte donne con ipotiroidismo noto, il fabbisogno di levotiroxina aumenta precocemente: è consigliato contattare subito il medico alla conferma della gravidanza per adeguare la dose e programmare i controlli. Un obiettivo pratico frequentemente adottato è mantenere il TSH nel range basso del normale, spesso<2.5 mLU/L nel primo trimestre. Ferro e calcio contenuti in molti integratori prenatali possono ridurre l’assorbimento della levotiroxina: in genere è opportuno separare le assunzioni di alcune ore, secondo le indicazioni del curante.
Circa il 7% delle donne durante il primo anno dopo il parto manifestano i sintomi di tiroidite che inizialmente è caratterizzata da una fase di ipertiroidismo che generalmente guarisce nel giro di qualche mese. Successivamente si può passare alla fase di ipotiroidismo che può diventare permanente, ed è per questo che occorre effettuare un controllo annuale della funzione tiroidea nelle donne che hanno sofferto di tiroidite post-partum.

Per digiuno prolungato si intende un’astensione calorica completa o quasi completa che supera le 48 h e può protrarsi per diversi giorni o settimane.Questa pratica distinta, distinta dai protocolli di... Leggi tutto

L'insulino-resistenza è una condizione molto frequente, spesso presente per anni prima che compaia il diabete mellito di tipo 2. In termini semplici, si verifica quando le cellule dell'organismo diventano meno... Leggi tutto