L’attivazione plantare è un elemento fondamentale nel Pilates, spesso sottovalutato ma essenziale per migliorare equilibrio, postura e consapevolezza corporea.
I piedi rappresentano base d’appoggio del corpo e influenzano in maniera diretta l’allineamento tra caviglie, ginocchia e coxofemorali, incidendo così per effetto domino anche sull’equilibrio e la salute della colonna vertebrale.
Per questo motivo, nel Pilates, è necessario prestare la massima attenzione a come il piede si relaziona al suolo, contro eventuali props di supporto o semplicemente nello spazio in condizioni di cinematica aperta.
Un’efficace attivazione plantare condiziona profondamente il posizionamento del bacino.
É già cosa nota che la neutralizzazione del bacino è un presupposto primario nella corretta applicazione del metodo.
Nel perseguimento di questo criterio risulta utile il posizionamento in flessione della caviglia ( il cosiddetto piede a martello ).

In questa posizione si ottiene una maggiore attivazione della catena cinetica anteriore con la conseguente decompressione un di quella posteriore, in quanto i piedi ( spesso trascurati e non adeguatamente corretti nell’allievo) garantiranno un “continuum energetico”che verrebbe interrotto qualora i piedi non fossero pienamente partecipi nello svolgimento dell’esercizio.
Integrare l’attivazione plantare significa, in sintesi, ottimizzare l’ intensità del carico in allenamento, seppur a corpo libero e, non da meno, significa costruire delle basi solide per ottenere un assetto scheletrico più possibile equilibrato.

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