Alimentazione e Tiroide: I Cibi Giusti per un Metabolismo in Equilibrio

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La tiroide è una ghiandola posta nella parte anteriore del collo che interviene in diversi processi metabolici del nostro organismo attraverso la produzione di due ormoni T3 (Triiodotironina) il T4 (Tiroxina).

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Per un corretto funzionamento la tiroide ha bisogno di un adeguato apporto di un micronutriente, lo iodio. Secondo i dati del Ministero della Salute, la dose ideale giornaliera di iodio è di 150 microgrammi. Nelle donne in gravidanza l’apporto quotidiano sale a 200-250microgrammi al giorno.

Un’alimentazione anche equilibrata spesso non è in grado di garantire il giusto quantitativo di questo micronutriente, quindi un modo semplice di sopperire a questa carenza è la sostituzione del sale da cucina con il sale iodato da 3 a 5 gr. al giorno che garantisce un apporto di iodio pari a 160 microgrammi.

E’ stato dimostrato che diete ipercaloriche ricche di grassi, carboidrati e proteine e a basso contenuto di fibre possono influire sul rischio di contrarre malattie autoimmuni come la Tiroidite di Hashimoto che si è visto essere la causa più frequente di ipotiroidismo nelle zone carenti di iodio. Si è visto anche che l’assunzione frequente degli alimenti processati può provocare un ipotiroidismo subclinico soprattutto negli adolescenti. Modificando l’alimentazione, evitando piatti ricchi di grassi idrogenati (burro e margarina) e introducendo nella dieta frutta, verdura, legumi,farine integrali, grassi buoni (frutta secca, olio extravergine d’oliva) si può ridurre il rischio di sviluppare malattie infiammatorie della tiroide.

Gli alimenti che contengono iodio sono rappresentati dal pesce azzurro, crostacei, uova, fagioli, frutta secca a guscio e mirtilli rossi.

Oltre allo iodio altri micronutrienti come selenio, zinco e magnesio sono importanti per mantenere una normale funzione tiroidea. Li troviamo nei semi di zucca, semi di sesamo, nel cioccolato fondente, carni di agnello e manzo. 

Ci sono alcuni alimenti come la soia e le crucifere (cavoli, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiori) che vengono definiti gozzigeni, perché ritenuti in grado di interferire con il metabolismo dello iodio e quindi con la produzione di ormoni tiroidei.

In realtà si è visto che per rallentare la funzione tiroidea bisogna consumare quotidianamente elevate quantità di questi elementi crudi, ma se consumati cotti e in quantità regolari non è necessario escluderli dalla dieta.

In conclusione per mantenere una tiroide in salute bisogna seguire una dieta varia, bilanciata, priva di cibi processati e ricca di frutta e verdura.

Maria Macchi
AUTORE

Maria Macchi

Medico Endocrinologo

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