La vitamina C (acido ascorbico) appartiene al gruppo delle vitamine cosiddette idrosolubili, deve pertanto essere assunta regolarmente con l’alimentazione. Oltre a sciogliersi nell’acqua, la vitamina C è sensibile alle alte temperature, per cui si perde del tutto in caso di cottura in acqua.
La vitamina C partecipa a molte reazioni metaboliche e alla biosintesi di aminoacidi, ormoni e collagene.
Grazie alla sua funzione antiossidante, la vitamina C innalza le barriere del sistema immunitario e aiuta l’organismo a prevenire il rischio di tumori, inibendo la sintesi di sostanze cancerogene. E’ inoltre fondamentale per la neutralizzazione dei radicali liberi.
La vitamina C è contenuta negli alimenti di origine vegetale freschi: frutta (arance, fragole, mandarini, kiwi, limoni), verdure (spinaci, broccoli, pomodori, peperoni). Per non depauperare il contenuto di questa preziosa vitamina e godere appieno dei suoi benefici, questi alimenti devono essere conservati non più di 3-4 giorni e consumati crudi o comunque poco cotti.

Il fabbisogno medio giornaliero di vitamina C è pari a 75 mg nell’uomo adulto e 60 mg nella donna, da aumentare in gravidanza e allattamento.
La carenza di vitamina C provoca l’insorgenza dello scorbuto, una patologia che in passato era molto diffusa tra i marinai che vivevano sulle navi e non si cibavano di cibi freschi per mesi e mesi. I sintomi dello scorbuto sono una condizione di apatia, anemia e inappetenza cui fanno seguito altri segni come sanguinamento delle gengive, caduta dei denti, dolori muscolari ed emorragie sottocutanee.
Un’assunzione eccessiva di vitamina C, o acido ascorbico – che può essere causata da una dieta sbilanciata o da un abuso di integratori – può generare problemi ai reni, con formazione di calcoli, o un’overdose di ferro dal momento che la vitamina C ne favorisce l’assorbimento. Un eccesso di vitamina C può portare a sintomi come mal di testa, bruciori di stomaco, vomito, diarrea, gastrite e crampi addominali, ma anche debolezza, vertigini e vampate improvvise di calore. Si ritiene che assumere vitamina C in buone dosi sia utile per eliminare il raffreddore. In realtà la vitamina C non possiede alcuna proprietà terapeutica e perciò non sembra essere in grado né di prevenire, né di curare il raffreddore. Ha però la capacità di accorciare l’episodio influenzale.
L’uomo non è in grado si sintetizzare la vitamina C, a causa della carenza dell’ enzima epatico gulonolattone ossidasi (GLO), a sua volta carente a causa del malfunzionamento di un gene, deputato appunto alla sintesi del GLO. Ne consegue che l’uomo non può sintetizzare acido ascorbico utilizzando il glucosio. La causa del malfunzionamento genetico sembra essere dovuta alla presenza di radiazioni in un periodo remoto, che hanno causato il malfunzionamento genetico, trasmesso di generazione in
generazione.

Per uno sportivo, in estate l'alimentazione deve sostenere prestazione, recupero e idratazione, tenendo conto dell'aumento della sudorazione e del caldo. 1. Idratazione Bere regolarmente durante tutta la giornata, non solo... Leggi tutto

L’obesità è una condizione sempre più diffusa nella società moderna e rappresenta molto più di una semplice questione estetica. Si tratta di una vera e propria malattia cronica, complessa e... Leggi tutto