
Il Gua Sha è una tecnica della medicina tradizionale cinese che negli ultimi anni è entrata sempre più nel mondo della terapia manuale, della fisioterapia e anche dei trattamenti estetici.
Ma che cosa c’è realmente dietro una pietra che scorre sulla pelle?
Il termine Gua Sha indica una tecnica nella quale uno strumento rigido e liscio viene fatto scorrere ripetutamente sulla superficie cutanea.
Nella medicina tradizionale cinese il trattamento viene interpretato attraverso concetti come Qi, sangue, stagnazione e meridiani.
La caratteristica colorazione rossastra o violacea che può comparire sulla pelle, chiamata Sha, viene tradizionalmente interpretata come manifestazione della rimozione della stasi.
Questa è la spiegazione propria della medicina tradizionale cinese.
La fisiologia moderna, invece, descrive il fenomeno come una risposta vascolare e microcircolatoria associata alla stimolazione meccanica dei tessuti.
Sono quindi due modi differenti di interpretare lo stesso fenomeno.
La ricerca sul Gua Sha è ancora relativamente limitata.
Una revisione sistematica degli studi clinici sul dolore muscoloscheletrico aveva individuato solamente sette studi controllati e concludeva che le evidenze disponibili erano insufficienti per stabilire con certezza l’efficacia del Gua Sha. Inoltre, la qualità metodologica degli studi era generalmente bassa.
Questo non significa che il Gua Sha sia necessariamente inutile.
Significa che dobbiamo essere precisi nel descriverne il ruolo.
Non è corretto presentarlo come una tecnica capace di “sciogliere le aderenze”, eliminare tossine o risolvere una patologia strutturale.
È invece plausibile che la stimolazione meccanica produca effetti sensoriali e vascolari locali, oltre a una possibile modulazione temporanea della percezione del dolore.
È proprio qui che il Gua Sha può incontrare la fisioterapia moderna.
Una tecnica manuale può essere utilizzata per modificare temporaneamente dolore, sensibilità o percezione del movimento.
Quella modificazione può diventare una sorta di “finestra terapeutica” all’interno della quale lavorare successivamente con:
Il principio è semplice: la tecnica manuale non deve necessariamente essere il trattamento completo; può essere uno strumento all’interno del trattamento.
Il Gua Sha ha oggi anche una diffusione importante in ambito estetico e dermatofunzionale.
In questi contesti viene utilizzato soprattutto per la stimolazione dei tessuti superficiali del volto e del corpo, con obiettivi legati alla percezione di tensione, alla circolazione superficiale, alla qualità dei tessuti e al benessere locale.
Anche in questo caso bisogna distinguere ciò che è fisiologicamente plausibile da ciò che viene talvolta attribuito alla tecnica in maniera eccessiva.
Un Gua Sha non “rimodella” permanentemente il viso e non elimina il grasso.
Può invece rappresentare una tecnica manuale di stimolazione dei tessuti superficiali, inserita, quando indicato, in un percorso estetico o dermatofunzionale.
Presso Studio Rao il Gua Sha viene utilizzato proprio in questa prospettiva integrata.
La tecnica può essere inserita sia nel trattamento delle problematiche muscoloscheletriche, sia nell’ambito della fisioterapia dermatofunzionale, dove la valutazione professionale rimane il punto di partenza.
La pietra non è quindi il centro del trattamento.
Il centro è sempre la persona, con il suo problema e il suo obiettivo.
Il Gua Sha nasce dalla medicina tradizionale cinese, ma oggi può essere studiato anche attraverso la fisiologia moderna.
Le evidenze scientifiche sono ancora limitate e non permettono di attribuirgli proprietà terapeutiche universali.
Può tuttavia rappresentare uno strumento complementare interessante, sia nella fisioterapia muscoloscheletrica sia nella fisioterapia dermatofunzionale.
Tradizione e scienza possono dialogare, purché non vengano confuse.
Bibliografia
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